SIXTY SHORT STORIES di Rosario De Gaetano

di Fabrizio Versienti

pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno di Sabato 14 Ottobre 2017

 

De Gaetano, il pianoforte e sessanta pezzi da un minuto.

Rosario De Gaetano ha realizzato il suo primo cd solo nel 2014, dopo una vita passata a suonare il pianoforte per se stesso e per gli altri ma raramente sotto i riflettori. L'esperienza gli è piaciuta, al punto da ripeterla tre anni dopo con questo nuovo disco autoprodotto (con generoso contributo di 33 fund raiser), intitolato Sixty Short Stories. Anche questo nuovo prodotto - come il precedente One Hundred minutes, cento minuti di improvvisazione solitaria alla tastiera - nasce da un vincolo di durata liberamente scelto che diventa una gabbia formale su cui incardinare il lavoro. Sono sessanta "storie brevi" da sessanta secondi l'una; un numero non casuale, perché queste miniature pianistiche sono come fogli d'album, uno per ogni anno del sessantenne De Gaetano, insieme un auto-regalo di compleanno e un piccolo bilancio di vita, musicale e non. I pezzi, brevi come haiku o aforismi, sono un esemplare catalogo di gesti pianistici, un'esplorazione dello strumento che parte dall'esterno, la scatola di legno che lo riveste utilizzata come oggetto risonante, e si concentra anche sull'interno toccando le corde per modificare il suono dei tasti e ottenere effetti timbrici inconsueti, come in Storm e Beating the Piano, rispettivamente punti di partenza e d'arrivo del percorso d'ascolto. Il pianista ha cosi modo di tirare fuori tecniche e approcci molto diversificati, dai brani più sospesi, "atmosferici", ad altri più jazzistici, dalle melodie più "teatrali" a sezioni puramente percussive. Ogni brano ha un titolo, che aiuta a seguire rimandi e ispirazioni, anche quando sono squisitamente autobiografici come in Bottega del Signor Oid (il gruppo prog-rock con cui De Gaetano suonava nella Bari degli anni Settanta), Per mio padre o Ninna nanna per Andrea. Dello strumento, uno Yamaha G2 mezza coda, grazie all'ottima registrazione di Raffaele Giovanni Nicolì ascoltiamo la ricchezza degli armonici ma anche ogni piccolo difetto acustico. L'accordatore Franco Pompilio ha svolto un magnifico lavoro di preparazione, ma lo strumenti - non da concerto - ha i suoi limiti. D'altronde, quella di registrare in casa era una scelta precisa, un pre-requisito di un lavoro pensato come un diario intimo. Sixty Short Stories si presenta domani pomeriggio alla libreria Campus (via Toma, 76): una piccola festa pensata innanzitutto per il pianista i suoi found raiser, ma ovviamente aperta a tutti gli interessati.

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Un ringraziamento di cuore va da parte mia a Fabrizio Versienti. Grazie.

Raffaele Giovanni Nicolì

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